RECUPERO ZONA MONUMENTALE - PROGETTI DI VALORIZZAZIONE

Un'immagine dei lavori di recupero della Benedicta

 

Rendering

Piantina

 

Fasi di intervento

A partire dal 1999 è iniziato un processo di valorizzazione e recupero del sito "archeologico" costituito dai ruderi della Benedicta, articolato in lotti finanziati dalla Regione Piemonte e dalla Provincia di Alessandria, la quale ne ha gestito la progettazione e la realizzazione in stretta collaborazione con l'Associazione.

- Primo lotto dei lavori di recupero
- Secondo lotto dei lavori di recupero
- Terzo lotto dei lavori di recupero

- Quarto lotto dei lavori di recupero

Studio di fattibilità per la realizzazione del Centro di documentazione e spazio museale (l.r. n. 1/2006)

Il centro di documentazione della Benedicta, attestato su un’area appenninica fra Piemonte e Liguria, si pone come cerniera fra i vari interventi previsti ed in corso di realizzazione sulla vasta scala territoriale dell’Alto Monferrato. Si presenta come un baluardo all’interno sSia di un percorso turistico-naturalistico, che culturale-museale, finalizzati alla valorizzazione e al rilancio del territorio compreso nell’area soggetta a Obiettivo 2/2000-2006. Per conservare i valori testimoniali dei resti della costruzione, le peculiarità simboliche dell’area e la memoria di una cultura rurale in oblio, si è dato l’avvio ad un recupero conservativo dell’intera zona, per creare uno spazio museale-ricettivo e un centro di documentazione permanente, collegato con gli altri siti italiani (Marzabotto, Boves, Sant’Anna di Stazzema, Fondotoce etc.) ed europei.
Il progetto prevede la realizzazione di un centro di documentazione costituito da un piano interrato per una superficie complessiva di circa 400 mq, il posizionamento è sul lato sud-est dei ruderi della cascina.
Il progetto di conservazione dell’esistente è suddiviso in fasi distinte: interventi preventivi, consolidamento, opere di restauro statico e di superficie.

Si persegue, in accordo con le Soprintendenze, un metodo di conservazione integrale delle porzioni murarie superstiti, rendendo possibile un percorso all’interno degli antichi perimetri della costruzione. A fianco del sedime monumentale dell’antica grangia, si intende la localizzazione del centro di documentazione. Il progetto intende integrare le strutture preesistenti con una soluzione parzialmente ipogea, attestandosi su un terrazzamento naturale, delimitato da un muro di sostegno in pietra. Il nuovo complesso è concepito con un andamento planimetrico curvilineo verso la strada provinciale, ponendosi come collegamento fra l’area della cascina e la zona a valle, ove si trova il sacrario. Si intende procedere con un recupero dei conci lapidei, che costituivano le murature della cascina. L’intervento si presenta come una reinterpretazione di un muro di sostegno lapideo tradizionale.

La sala espositiva sarà realizzata in uno spazio ipogeo, che dovrebbe ricreare, grazie all’ausilio di rappresentazioni multimediali, la sensazione di uno spazio nascosto, costrittivo, riportando alla mente alla mente le condizioni di vita dei partigiani, che in questo luogo avevano il proprio presidio.
L’alternanza dei vuoti e dei pieni, dati dal contrasto fra le murature lapidee e i telai vetrati retrostanti, caratterizza il prospetto sul fronte strada e permette l’illuminazione interna diretta del centro di documentazione.

Si intende inoltre valorizzare le emergenze preesistenti, cioè lo spazio antistante l’edicola commemorativa, i luoghi dell’eccidio e il sacrario. A completamento dell’intervento sono previste aree di sosta e di parcheggio, su una fascia libera, adiacente alla strada provinciale, realizzate con soluzioni naturalistiche e collegate con percorsi pedonali.

La progettazione e la realizzazione delle opere sono demandate alla Provincia di Alessandria, la quale emana i provvedimenti amministrativi necessari, d’intesa con la Comunità Montana Alta Val Lemme e Alto Ovadese, con i Comuni di Bosio, Casaleggio Boiro, Fraconalto, Lerma, con l’Ente Parco Naturale Capanne di Marcarolo, con l’Associazione Memoria della Bendicta […].

Legge Regionale 9 gennaio 2006, n.1 - Art 2, comma 1.